Patrimoni Jun 01, 2026 · 8 min di lettura · Aggiornato il Jul 03, 2026

I milionari lasciano la Germania: le 12 mete top

Max Kuch
Max Kuch
Fondatore di Germany Insolvencies

La ricchezza è mobile, e vota sempre più con i piedi. Nel 2025, secondo il rapporto sulle migrazioni di Henley & Partners, la Germania perde milionari su base netta per la prima volta, mentre gli Emirati Arabi Uniti, gli USA e l'Italia attirano numeri record. L'Italia è oggi la principale meta europea per i grandi patrimoni. Questa analisi mostra quanti se ne vanno, dove finiscono i capitali e perché proprio la Germania sta perdendo la sua forza di attrazione.

Key Takeaways
  • Nel 2025, secondo Henley & Partners, 142.000 milionari emigrano nel mondo, un record, e la Germania ne perde 400 netti per la prima volta.
  • Le destinazioni principali sono gli Emirati (+9.800), gli USA (+7.500) e l'Italia (+3.600), la meta principale in Europa.
  • I regimi fiscali attirano in modo mirato: la flat tax italiana, i modelli forfettari di Grecia e Portogallo, la Beckham Law spagnola.
  • In Germania la tassa di uscita aumenta la pressione, mentre si discute di una nuova imposta patrimoniale.
  • Oltre ai milionari il saldo è negativo anche in generale: nel 2025 sono emigrati 97.000 tedeschi netti in più di quanti siano rientrati, molti altamente qualificati.

La fuga globale dei milionari

Un nuovo record di emigranti

Secondo l'Henley Private Wealth Migration Report, si prevede che 142.000 milionari lascino il proprio Paese d'origine nel mondo nel 2025, più che mai prima. I ricchi sono più mobili a livello globale che mai, e la loro scelta di residenza è sempre più un voto su intere economie.1

La Germania in rosso per la prima volta

Per la prima volta da quando esistono le rilevazioni, si prevede che la Germania perda un saldo netto di 400 milionari nel 2025, insieme a Francia e Spagna. Per un Paese che ha attirato ricchezza per decenni, la sola inversione di tendenza è un segnale d'allarme, a prescindere dalla dimensione assoluta.2

Regno Unito e Cina perdono di più

I deflussi maggiori sono altrove: si prevede che il Regno Unito perda circa 16.500 milionari nel 2025, la Cina 7.800. Il dato britannico è il più grande deflusso netto mai registrato da un Paese, un monito su quanto velocemente la ricchezza possa andarsene.3

Anche Francia e Spagna passano in negativo

Insieme alla Germania, anche la Francia (meno 800) e la Spagna (meno 500) scivolano in rosso per la prima volta. Le grandi economie continentali d'Europa perdono i ricchi contemporaneamente, uno schema che indica cause comuni come il carico fiscale e la debole crescita.4

La base di milionari della Germania si restringe

Anche lo stock è in calo: secondo UBS, la Germania contava circa 1,6 milioni di milionari in dollari nel 2024, circa 41.000 in meno rispetto all'anno precedente, un calo del 2,5 percento, attribuito alla stagnazione economica. La Germania non viene solo abbandonata; si formano anche meno nuovi patrimoni.5

Le 12 destinazioni principali

Le 12 destinazioni principali a colpo d'occhio

Henley & Partners prevede che nel 2025 gli Emirati Arabi Uniti (+9.800), gli USA (+7.500), l'Italia (+3.600), la Svizzera (+3.000) e l'Arabia Saudita (+2.400) guidino la classifica delle destinazioni. Dietro di loro vengono Portogallo (+1.400), Grecia (+1.200), Singapore, Canada, Australia, Hong Kong e Giappone. Dodici Paesi che attirano deliberatamente i ricchi.6

Gli Emirati sono la meta principale

Il chiaro vincitore sono gli Emirati Arabi Uniti: attirano un previsto numero di 9.800 milionari nel 2025, il quarto anno consecutivo al primo posto nel mondo, con circa 63 miliardi di dollari di ricchezza in entrata. Imposta sul reddito pari a zero e visti generosi agiscono come una calamita.7

Seguono USA e Italia

Al secondo posto ci sono gli USA con un previsto numero di 7.500 milionari in entrata nel 2025, mentre in Europa guida l'Italia con circa 3.600. Nonostante le alte imposte statunitensi, convincono la crescita e i mercati dei capitali; in Italia attira una flat tax per i nuovi residenti. Sono esattamente i fattori che mancano alla Germania.8

Le calamite europee recuperano terreno

Anche altri europei guadagnano: la Svizzera attira circa 3.000, il Portogallo 1.400 e la Grecia 1.200 milionari nel 2025. Tutti e tre allettano con una tassazione forfettaria o speciale, mentre la Germania si colloca chiaramente sul lato dei perdenti della stessa classifica.9

La tendenza accelera

L'esodo è destinato a crescere: Henley prevede che il dato globale salga a un record di circa 165.000 milionari in trasferimento nel 2026, dai 142.000 del 2025. La migrazione della ricchezza non è un fenomeno isolato, ma una tendenza che prende slancio, e la Germania si trova ora dalla parte sbagliata.10

Le calamite fiscali

La flat tax italiana

L'Italia alletta i nuovi arrivati con una flat tax su tutti i redditi esteri, aumentata a 200.000 euro all'anno (dai 100.000 originari) e oggetto di ulteriore discussione. Anche dopo il rincaro lo schema resta abbastanza attraente da rendere l'Italia la principale destinazione d'Europa.11

Il modello forfettario greco

La Grecia offre ai nuovi residenti un'aliquota forfettaria non-dom di 100.000 euro all'anno sui redditi esteri, per un massimo di 15 anni. Diversi Paesi mediterranei competono ormai apertamente per i ricchi nuovi arrivati, una gara a cui la Germania non partecipa.12

La Beckham Law spagnola

La Spagna tassa i nuovi arrivati qualificati nell'ambito della cosiddetta Beckham Law con un'aliquota fissa del 24 percento invece che fino al 47 percento, per sei anni. Dal 2023, anche i dipendenti in remoto di aziende estere possono usare il regime.13

Il modello successore portoghese

Dopo la scadenza del vecchio status NHR, il Portogallo ha introdotto il regime IFICI, con un'aliquota fissa del 20 percento e un'ampia esenzione dei redditi esteri per dieci anni. La gara per il talento e la ricchezza si combatte a colpi di politica fiscale.14

Perché la Germania perde

La tassa di uscita come ostacolo

Chi lascia la Germania detenendo quote in società di capitali paga, tramite la tassa di uscita ai sensi del paragrafo 6 AStG, un immediato 25 percento più il contributo di solidarietà sulle plusvalenze figurative. Ciò vincola di fatto gli imprenditori al territorio invece di renderlo attraente.15

Inasprita ulteriormente nel 2025

Dal 2025 è ancora più rigida: il differimento a tempo indeterminato e senza interessi della tassa di uscita è stato eliminato, e ora sono incluse anche le quote di fondi di investimento detenute privatamente. Mentre altri Paesi offrono incentivi, la Germania aumenta il costo dell'uscita.16

Il prossimo dibattito è già in corso

La pressione è destinata a crescere: a marzo 2026 il Bundestag ha dibattuto la reintroduzione di un'imposta patrimoniale per la prima volta da anni. La sola prospettiva di un'ulteriore tassazione della sostanza tende ad accelerare la pianificazione dell'uscita delle famiglie ricche.17

Un milionario su tre pensa di andarsene

Secondo un'indagine di Arton Capital, dopo le elezioni federali il 37 percento dei milionari tedeschi intervistati è più propenso a emigrare. Tra le ragioni citano un calo della qualità della vita, l'incertezza politica e la prospettiva di imposte più alte.18

Se ne vanno anche i lavoratori qualificati

Più tedeschi emigrano di quanti rientrano

Non sono solo i milionari: nel 2025 il saldo migratorio netto dei cittadini tedeschi è stato di circa meno 97.000, con Svizzera, Austria e Spagna come destinazioni più popolari. Perdere chi rende molto significa perdere contribuenti, fondatori e know-how allo stesso tempo.19

Se ne vanno i qualificati

Particolarmente amaro: le indagini rilevano che la grande maggioranza degli emigranti tedeschi è altamente qualificata, con circa l'85 percento in possesso di una laurea, contro circa un terzo della popolazione residente. Proprio il gruppo di cui un'economia che invecchia ha più bisogno è quello che se ne va.20

La nostra lettura: un sintomo, non una coincidenza

A nostro avviso la fuga di ricchezza e talenti non è una questione fiscale isolata, ma un sintomo della stessa debolezza che alimenta le insolvenze. Germany Insolvencies conta 14.675 insolvenze aziendali aperte entro maggio 2026. Quando capitali, cervelli e aziende se ne vanno insieme, il problema è strutturale, non congiunturale.21

Domande frequenti

I milionari stanno davvero lasciando la Germania?

Nel 2025 la Germania ha perso un saldo netto di circa 400 milionari per la prima volta da quando esistono le rilevazioni, secondo l'Henley Private Wealth Migration Report, insieme a Francia e Spagna. Nel mondo, circa 142.000 milionari emigrano nel 2025, più che mai prima d'ora.

Dove si trasferiscono la maggior parte dei milionari?

Le principali destinazioni nel 2025 sono gli Emirati Arabi Uniti (più 9.800), gli Stati Uniti (più 7.500), l'Italia (più 3.600), la Svizzera (più 3.000) e l'Arabia Saudita (più 2.400). L'Italia è la destinazione più popolare all'interno dell'Europa.

Perché i milionari lasciano la Germania?

Principalmente a causa del carico fiscale. Altri paesi li corteggiano attivamente: l'Italia con una flat tax di 200.000 euro (che sale a 300.000 nel 2026), la Grecia con un'aliquota forfettaria di 100.000 euro e la Spagna con la legge Beckham al 24 per cento. In Germania l'imposta sull'espatrio aumenta la pressione, mentre è in discussione una nuova imposta sul patrimonio.

Che cos'è l'imposta tedesca sull'espatrio?

Chiunque lasci la Germania detenendo quote di società di capitali paga immediatamente il 25 per cento più il supplemento di solidarietà sulle plusvalenze figurative, in base all'imposta sull'espatrio prevista dall'articolo 6 dell'AStG. Dal 2025 la norma è più severa: il differimento a tempo indeterminato e senza interessi è stato abolito, e ora rientrano nel campo di applicazione anche le quote di fondi d'investimento detenute privatamente.

A lasciare la Germania sono solo i milionari o anche i lavoratori qualificati?

Non solo i milionari. Nel 2025 il saldo migratorio netto dei cittadini tedeschi è stato di meno 97.000. Circa 27.500 tedeschi con una laurea lasciano il paese ogni anno, e oltre il 70 per cento degli emigranti è altamente qualificato.

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Sources

  1. 1 Henley & Partners (henleyglobal.com)
  2. 2 Henley & Partners (henleyglobal.com)
  3. 3 Henley & Partners (henleyglobal.com)
  4. 4 Henley & Partners (henleyglobal.com)
  5. 5 UBS (ubs.com)
  6. 6 Visual Capitalist (visualcapitalist.com)
  7. 7 Henley & Partners (henleyglobal.com)
  8. 8 Visual Capitalist (visualcapitalist.com)
  9. 9 Henley & Partners (henleyglobal.com)
  10. 10 Henley & Partners (henleyglobal.com)
  11. 11 Il Sole 24 Ore (ilsole24ore.com)
  12. 12 PwC Tax Summaries (taxsummaries.pwc.com)
  13. 13 PwC Tax Summaries (taxsummaries.pwc.com)
  14. 14 PwC Tax Summaries (taxsummaries.pwc.com)
  15. 15 Noerr (noerr.com)
  16. 16 Grant Thornton (grantthornton.de)
  17. 17 German Bundestag (bundestag.de)
  18. 18 Arton Capital (arabianbusiness.com)
  19. 19 Destatis (destatis.de)
  20. 20 BiB (bib.bund.de)
  21. 21 Germany Insolvencies (germanyinsolvencies.com)
Max Kuch
Max Kuch
Fondatore di Germany Insolvencies

Max Kuch è un economista e imprenditore digitale. Attraverso diversi progetti dedicati ai dati sulle insolvenze analizza ogni giorno gli annunci ufficiali di insolvenza della Germania e segue i fallimenti aziendali nei vari settori, sia in Germania sia nel resto d'Europa. Le sue analisi uniscono le statistiche ufficiali ai dati aggiornati al giorno provenienti direttamente dai tribunali fallimentari tedeschi, facendo emergere le tendenze spesso molto prima che compaiano nelle statistiche pubblicate.

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